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Gestione Faunistica e Ricerche

L'Ente Parco La Mandria sta portando avanti importanti progetti naturalistici, tra questi:

Progetti di Riqualificazione naturalistica di habitat

Riqualificazione naturalistica delle Lanche Ferloch e della Lanca Mandrello e recupero funzionale delle canalizzazioni di adduzione idrica alle due zone umide.


Progetti di Ricerca Floristica

E' stata promossa un'indagine per la definizione delle associazioni fitosociologiche presenti nel Parco Regionale La Mandria nonché le corrispondenze fra le fitocenosi presenti e la classificazione adottata in sede comunitaria degli habitat tutelati dalla Direttiva 92/43 CEE.

Dal 1993, è stato allestito e viene costantemente aggiornato, dai guardaparco, un Erbario riguardante le specie vegetali presenti nell'area protetta interessante una superficie di circa 1700 ettari. Scopo del lavoro è quello di ampliare le limitate conoscenze relative alla flora del Parco, valutare come le modificazioni ambientali avvenute nel parco possono aver contribuito a mutare la composizione floristica, e diffondere la conoscenza delle specie caratteristiche utilizzando l'erbario a scopo scientifico e didattico. I dati raccolti sono stati utilizzati per la stesura del Piano naturalistico (non ancora pubblicato). L'erbario è stato consultato da studenti universitari per la raccolta di informazioni floristiche e sulle metodologie di esecuzione e tenuta di un erbario.

Nel 2006 è stata avviata una prima indagine conoscitiva sulla flora briologica del Parco, vale a dire sui muschi e similari. Sono state individuate specie rare, come il muschio Fissidens rivularis e il Leucobryum juniperoideum. In particolare sono risultati molto interessanti i popolamenti che contraddistinguono le specie presenti sui tronchi degli alberi vivi e su quelli morti caduti al suolo.


Progetti di Gestione Faunistica

Cinghiali
Dal 1984 si è potuto registrare nel Parco una rapida espansione del Cinghiale e un suo aumento demografico esponenziale. Le eccezionali condizioni bioclimatiche e le risorse trofiche dell'area consentono straordinari incrementi degli effettivi con nascite che si verificano in tutti i mesi dell'anno. L'Ente è impegnato nella realizzazione di un programma di controllo e gestione del cinghiale finalizzato alla riduzione sensibile dei danni agricoli e alla prevenzione delle collisioni stradali.
Il programma è parte integrante del Piano di controllo provinciale previsto dalla L.R. 09/2000. L'Ente Parco opera con proprio personale mediante catture (seguite da soppressione degli esemplari in gabbia) e abbattimenti da altane. L'efficacia del controllo risiede non tanto nella durata annuale dell'attività, quanto nella pratica delle catture che avviene soprattutto nel periodo primaverile-estivo e consente di ridurre la cospicua quota giovanile della popolazione. L'esperienza della Mandria evidenzia l'efficacia della tecnica di controllo attraverso cattura (66% dei capi abbattuti), che risulta anche preferibile sotto il profilo etico (si evitano ferimenti d1esemplari), ecologico (si minimizza il disturbo alle altre specie) e della sicurezza degli operatori, fruitori e abitanti. Le gabbie di cattura utilizzate presentano infine dimensioni ridotte al fine di evitare catture accidentali di altri Ungulati.

Cervi
A seguito dell'incremento demografico del decennio Œ79-89 (da 100 a 900 capi) la specie è stata oggetto dal 1990 di un piano di riequilibrio faunistico. Infatti la specie risulta in conflitto con l'ambiente del Parco per quattro motivazioni fondamentali:

  • il nucleo demografico presente deriva da ibridi con il Cervo canadese e da successivi incroci con razze europee che ne hanno snaturato le originali caratteristiche;
  • l'ibridazione con i cervi canadesi ha introdotto una parassitosi epatica che non deve assolutamente venir diffusa all'esterno dell'area protetta;
  • grave impatto sulla vegetazione e sulla rinnovazione forestale e conseguenti danni sulle altre componenti dell'ecosistema. Infatti, il cervo è attualmente il più grosso erbivoro selvatico presente in Italia ed è in grado di modificare notevolmente l'ambiente in cui vive.
  • il territorio dell'area protetta è insufficiente ad ospitare una popolazione di cervi, inoltre, il muro di cinta impedisce alla specie la possibilità di compiere le naturali migrazioni stagionali.

Nutrie
Facilmente scambiati per grossi topi di fogna, nei pressi dell'ingresso Ponte Verde sono presenti le nutrie: si tratta dei cosiddetti "castorini" sudamericani, un tempo allevati per ricavarne le note pellicce. L'Ente Parco è consapevole della problematica prodotta dalla presenza della Nutria e, per motivazioni di tipo ecologico e sanitario, ha approvato un piano di controllo atto a risolvere, almeno localmente, la situazione. L'espansione del roditore sudamericano nei corsi d'acqua è ormai un problema mondiale (cfr.: www.nwrc.usgs.gov/special/nutria/) e la specie è considerata come una delle 100 più problematiche sotto il profilo ecologico ed economico. In data 08 agosto 2013 è pervenuta l'approvazione regionale al piano di controllo, in seguito alla quale i guardiaparco provvederanno a collocare gabbie di cattura per i roditori ed attuare il controllo numerico secondo le prescrizioni dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che ha anch'esso espresso parere favorevole all'intervento.
Le questioni ambientali richiedono di essere affrontate con razionalità e metodo scientifico: spesso analoghe problematiche di interferenze ecologiche e sanitarie si possono avere con specie animali e vegetali particolarmente attraenti e simpatiche (vedi ad esempio scoiattolo grigio, minilepri, gamberi rossi, flora invasiva e alloctona ma con vivaci fioriture) ma che, non per questo, non debbono essere gestite correttamente e, a volte, con la triste necessità di controllarle numericamente. Il pubblico di un'area protetta esprime sensibilità e culture diversificate nei confronti degli animali e la causa dell'eccessiva confidenza e domesticità delle nutrie deriva purtroppo dal fatto che numerosi fruitori le alimentano e le nutrie ovviamente associano l'avvicinarsi di una persona al cibo. 

Pipistrelli
Nell'ambito dei Mammiferi terrestri segnalati in Italia, i Chirotteri rappresentano l'ordine che annovera il più alto numero di specie, nonché quello che contribuisce maggiormente alla lista delle specie minacciate d'estinzione o prossime a divenire tali. Fra le cause di tale precario stato di conservazione, vi sono la distruzione e l'alterazione dei siti di rifugio utilizzati dalle varie specie, nonostante esistano disposizioni di legge che vietano esplicitamente tali azioni (L. 503/81; D.P.R. 357/97).
L'Ente è attualmente impegnato in due aspetti della conservazione dei pipistrelli:

  • Indagine sulla chirotterofauna forestale del Parco La Mandria collocando opportune cassette rifugio. Con questa tecnica si offrono siti di rifugio utili per la conservazione dei pipistrelli ed è possibile monitorare presenza e frequentazione delle varie specie presenti.
  • Tutela delle colonie di chirotteri di Vespertilio maggiore, Vespertilio minore e Vespertilio smarginato, site nella Reggia di Venaria, attualmente interessata da restauri e variazioni di destinazione d'uso. Verranno realizzati siti alternativi per la chirotterofauna e presi gli accorgimenti per limitarne l'impatto generato dalla fase di cantiere.

Entomofauna forestale: elateridi e cetonidi
Il lavoro di indagine ha tra i principali scolpi individuare l'effettiva consistenza e diversità degli insetti particolarmente collegati all'ambiente forestale, in relazione ad una situazione preesistente alla distruzione di tutti i boschi planiziali piemontesi da parte dell'attività antropica. In tal senso i boschi della Mandria sono preziosissimi perché costituiscono, pur se profondamente rimaneggiati, quasi tutto quanto ci rimane di quegli ambienti.

Anfibi, rettili, pesci, molluschi dulcicoli
E' stata avviata una ricerca per indagare l'ecologia delle specie presenti e la loro distribuzione nel Parco la Mandria, nelle aree protette associate e nelle altre stazioni delle Valli di Lanzo.

Tutela dello scoiattolo rosso 
Lo scoiattolo rosso è lo scoiattolo tipico del nostro continente, abita l'Europa da più di centomila anni. La sua sopravvivenza è minacciata dalla presenza dello scoiattolo grigio americano, introdotto in Europa dall'uomo. Lo scoiattolo grigio è più efficiente nell'occupare lo spazio e sfruttare le risorse disponibili, in particolare le fonti di cibo, saccheggiando anche le scorte accantonate dallo scoiattolo rosso. Raggiunge sul territorio densità elevate: anche 10 volte quelle del rosso.
La combinazione di questi fattori, da sola, crea evidenti difficoltà di sopravvivenza per lo scoiattolo rosso. Quando il grigio compare in una zona dove è presente lo scoiattolo nativo, dopo pochi anni riesce a soppiantarlo, portandolo gradualmente all'estinzione.
Diversi progetti internazionali sono volti alla tutela dello scoiattolo rosso nativo e al ripopolamento. La più importante iniziativa sostenuta dalla Commissione Europea, il progetto LIFE+ EC‑SQUARE, ha come partner istituzionali nel nostro paese le Amministrazioni regionali di Liguria, Lombardia, Piemonte. Coinvolge scienziati, ricercatori,  biologi di alcune delle Università italiane più autorevoli nei temi della conservazione e gestione della fauna: l'Università di Genova, l'Università dell'Insubria, l'Università di Torino. Molti dei professionisti che stanno aiutando tutti noi a trovare una soluzione sono nomi noti a livello internazionale per le loro ricerche sulle diverse specie di scoiattolo.
Nell'ambito del progetto LIFE+ EC‑SQUARE il Parco naturale La Mandria ospita 2 postazioni realizzate appositamente per l'osservazione degli scoiattoli e della fauna selvatica, collocate presso i Centri visita Ciabòt degli animali e Cascina Brero. Appositi progetti didattici e visite guidate per gruppi sono proposti dalle Guide naturalistiche accreditate dall'Ente parco (informazioni e prenotazioni presso il Punto informativo Ponte Verde 011.4993381 – info@parcomandria.it). 

Per saperne di più sul progetto LIFE consulta http://www.rossoscoiattolo.eu/

Il Gambero Rosso della Luisiana
Una specie "aliena" minaccia i nostri habitat
 

"Aliene" è la definizione attribuita a tutte le specie, animali o vegetali, che non appartengono all'ambiente naturale di una determinata area geografica. Solitamente si tratta di specie particolarmente resistenti, facilmente adattabili e che si riproducono in gran quantità.

Sono esportate, consapevolmente o meno, dal loro luogo d'origine nei modi più diversi: volando su un aereo di linea, sulle chiglie delle navi da crociera, da acquisti on-line, per sperimentazioni, etc…. Alcune stanno colonizzando i nostri ambienti naturali con conseguenze devastanti, sia da un punto di vista ambientale sia economico.

Le specie che ogni anno approdano in Italia sono stimate in una cinquantina e gli effetti della loro "invasione" spesso si registrano quando ormai è troppo tardi.

PDF Scopri la ricerca effettuata sul Gambero Rosso della Luisiana (1,8Mb)

Cicoria
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Cinghialetto
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Cerva con cerbiatto
Cerva con cerbiatto
 
Pipistrello nano
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Salamandra
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