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Ricetto Medievale di Rubbianetta e Chiesetta di San Giuliano

Arrivando da Druento, attraversato il torrente Ceronda, il paesaggio si divide tra i boschi dell'altopiano della Mandria e i prati della piana in cui un tempo sorgeva il piccolo borgo di Rubbianetta, oggi distrutto. Testimonianze del passato sono i ruderi del Castellaccio e la chiesa di San Giuliano, splendidamente affrescata.

Quest'area, posta nei pressi della magnifica Cascina di Rubbianetta, conserva ancora i ruderi di un antico ricetto medioevale, cinto dai muri del Castello. Il territorio faceva parte del Viscontato di Baratonia. Il nome di Ottone, Visconte di Baratonia, compare vicino a quello della Contessa Adelaide, allora reggente la marca di Torino, forse per la prima volta nel 1075. Il dominio dei Baratonia si estendeva inizialmente tra la Dora Riparia e lo Stura ed in seguito anche alle zone limitrofe, sino alle rive del torrente Ceronda.

Il Castello della Rubbianetta, "Castellaccio", de La Mandria può rappresentare l'avamposto di un antico sistema di controllo militare a guardia di Torino e dei valichi montani. Nel tempo la struttura difensiva assunse con ogni probabilità la funzione di ricetto a protezione del Borgo rurale sorto attorno alla Chiesa di San Giuliano.
La prima segnalazione del castello è del 1264 ma le strutture superstiti sono successive: un recinto quadrilatero irregolare in muratura con una torre, il mastio, decapitato dei piani superiori e con aperture incongrue che tradiscono un recente uso come fabbricato rurale.Nel 1343 Giacomo d'Acaia investì del feudo di Druento e Rubbianetta i Provana di Carignano "homines novi".
Il territorio subì un progressivo spopolamento in favore di Druento con il quale la comunità venne definitivamente accorpata nel 1629. Ancora nel XIX secolo alcune cascine lungo la strada consortile per Lanzo (attuale SP1) si definivano Rubbianetta superiore, sede di un corpo di guardia per la tutela dei boschi tutt'oggi in gran parte presenti.
Del castello oggi resta ben poco: porzioni delle mura perimetrali e una torre qudrilatera in pietre e laterizi che doveva essere molto più alta, come farebbero supporre le volte a crociera che si intravedono. La torre infatti doveva avere almeno altri due piani oltre quello ancora in piedi, così da permettere una visuale completa dell'intera vallata. L'ingresso al Castellaccio - come viene chiamato ancora oggi il castello di Rubbianetta - si riconosce ancora sulle pendici meridionali della collina, quindi per raggiungere il portone principale era necessario girare tutt'intorno alle mura, sotto tiro delle feritoie per gli arcieri. I materiali utilizzati sono tutti poveri e facilmente reperibili in zona: pietre di fiume e mattoni in creta legati a malta, mentre le parti andate distrutte dovevano essere in legno, materiale troppo delicato e deperibile per conservarsi fino ad oggi.

La Chiesa di San Giuliano
La piccola Chiesa, che sorge ai piedi della collinetta, venne edificata nel XII secolo legata alle proprietà dell'abbazia benedettina di san Giacomo di Stura.
Le fonti riportano che la chiesa era stata costruita "nello stesso stile architettonico gotico piemontese di S. Antonio di Ranverso e nella parte posteriore di S. Pietro di Pianezza", anche se la facciata attuale, il controsoffitto ligneo e gli affreschi interni della zona absidale sono frutto di successivi rimaneggiamenti seicenteschi. Nel 1489 la cappella fu elevata al rango di parrocchia e arricchita al suo interno da un ciclo di affreschi, molto ben conservati e da poco restaurati, databili al 1493 come ricorda la scritta sotto la figura di san Michele Arcangelo.
Si conserva inoltre un grandioso crocefisso in legno dipinto, anch'esso da poco restaurato, databile alla fine del XV secolo, riferibile forse alla scuola di Giacomo Jaquerio, dal bellissimo e intenso incarnato del volto del Cristo.
La chiesa è di norma chiusa al pubblico: viene aperta su prenotazione della visita guidata e durante la festa di san Giuliano l'ultima domenica di agosto.

Comune: Druento (TO) | Regione: Piemonte | Localizza sulla mappa
Chiesa di San Giuliano - esterni
Chiesa di San Giuliano - esterni
(foto di Archivio Parco Mandria)
 
Chiesa di San Giuliano - interno
Chiesa di San Giuliano - interno
(foto di Archivio Parco Mandria)